E’ un prodotto che non abbiamo forse mai visto nelle nostre cucine, eppure è uno dei grassi di origine vegetale più utilizzati dall’industria alimentare e praticamente presente per anni prima del 2016 in quasi tutti i prodotti da forno: biscotti, merendine, fette biscottate, creme spalmabili.
L’uso dell’olio nell’industria alimentare è stato per anni diffuso a causa delle caratteristiche dell’olio:
la sua produzione è estremamente economica
è facile da stoccare
conferisce maggiore cremosità al prodotto
ha un punto di fumo, ossia la temperatura massima che può raggiungere prima che inizi esso stesso a bruciare, molto alto (circa 240°), a differenza ad esempio dell’olio d’oliva che arriva a 210° (ancora inferiori olio di mais e arachide)
Ha un sapore neutro e quindi non interferisce con le proprietà organolettiche dell’alimento finale, come avverrebbe invece con l’uso dell’olio d’oliva, dal sapore più intenso e deciso.
A partire dal 2016 grande attenzione è stata data al consumo di olio di palma, segnalato come dannoso per la salute e in alcuni casi addirittura cancerogeno. ↓
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