Inorriditi, quasi spaventati, dalla possibilità nel prossimo futuro di ritrovarsi a mangiare insetti? Beh, molti di noi veramente già li consumano, sotto forma di colorante estratto da una specifica varietà: la cocciniglia. Presente in alimenti e bevande: ecco quali.
Perché sì, ci sono alcuni alimenti, così come delle bevande, di fruizione comune che al loro interno già contengono insetti. O meglio dire, un estratto di una specifica varietà di insetto. Si tratta infatti un colorante naturale derivato dall’essiccazione e dalla lavorazione della cocciniglia. ↓
Quello di cui stiamo parlando è un colorante naturale derivato dall’essiccazione e dalla lavorazione di un particolare e preciso insetto: la cocciniglia per l’appunto. Appartenente alla stessa famiglia delle coccinelle, la cocciniglia è un insetto fitofago storicamente sfruttato per ricavare del colorante rosso a seguito della sua essiccazione al sole.
In particolar modo vengono utilizzate le femmine gravide di questa specie, le quali secernono una maggiore quantità di liquido che poi, adeguatamente trattato in laboratorio, diventa un colorante utilizzato in vari ambiti. Dalla pittura alla cosmetica, fino appunto al cibo.
La sostanza rossa viene riconosciuta con la sigla E120: qualsiasi prodotto presenti in etichetta questa dicitura, in buona sostanza, ha in sé di fatto il colorante ricavato dalla cocciniglia essiccata. ↓
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