Gruppo altamente addestrato di 90 uomini che ogni giorno è impegnato per contrastare il malaffare sul territorio, tra le foreste dell’Aspromonte.
Parliamo dei strepitosi e mai domi “Cacciatori di Calabria“.
Penetrazioni nel territorio ed “infiltrazioni” diurne e notturne improvvise nel cuore impervio delle montagne;
Sorveglianza di luoghi e persone sospetti.
Attesa e cattura della “preda” (da qui deriva l’appellativo di “cacciatori“), che si identifica in sequestratori o criminali latitanti.
Agilita’ negli spostamenti su tutta l’ area calabra, ed in particolar modo sulle impervie montagne dell’ Aspromonte e sulla cosiddetta “Serra Catanzarese” fa di loro un “corpo di ferro“. (continua)↓
Immersioni frenetiche nei boschi e nelle gole, alla ricerca di latitanti, armi e droga.
Una lotta continua con i soldati delle ‘ndrine, che governano il traffico di stupefacenti smistati attraverso i porti d’Europa.
Oltre a cio’, l’ intenso traffico di elicotteri dell’Arma consente ai Cacciatori di camuffare i propri spostamenti, ingannando eventuali osservatori appartenenti alle cosche.
Elemento distintivo e’ il caratteristico Basco Rosso, del quale gli operatori si fregiano con orgoglio fin dal lontano 1991.
L’obiettivo è sgominare la ‘ndrangheta alle radici ed esercitare una continua pressione sul territorio perché, come ricorda uno degli uomini dello squadrone “questa terra è dei calabresi, non della ‘ndrangheta”. ↓
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