Il suo territorio fu abitato fin dalla preistoria, come provano alcuni ritrovamenti del paleolitico e del neolitico.
Nel periodo della colonizzazione greca (VIII – VI sec. a.C.) erano abitate la contrada “Zaparia” e la zona ancora oggi chiamata “Ajeta Vetera”, sul monte Calimaro.
La presenza di questi monasteri è testimoniata dai nomi di alcune contrade di Ajeta (Sant’Elia, San Marco, San Giovanni).
Nel monastero di Ajeta era conservata una lapide che ricordava il vescovo Giuliano di Blanda (III – IV sec. d.C.).
Dall’epoca della dominazione normanna (XI sec.) fino agli inizi del 1800 la storia di Ajeta è ricca di passaggi di feudatari: Scullando, De Montibus, Loria, Martirano, Cosentino e Spinelli che abitarono nel Palazzo costruito nel XIII sec. e ampliato nel XVI.
Nella prima metà del XIX sec. ci furono eventi piuttosto drammatici: carestie, epidemie e terremoti.
Tuttavia, nel 1859, la popolazione raggiunse il massimo storico con 3603 abitanti per poi diminuire, progressivamente, perché iniziò la prima grande ondata emigratoria: dal 1870 al 1899 soprattutto verso il Sud America.
Tre fatti significativi nel 1800: la costituzione di un Comitato rivoluzionario anti-borbonico nel 1848, la fondazione nel 1881 della Società Operaia di Mutuo Soccorso “Silvio Curatolo” e la costruzione del primo acquedotto autofinanziata dagli abitanti.
Nel XX sec. gli aietani parteciparono, pagando un pesante tributo, alle due guerre mondiali con 47 caduti nella prima e 24 nella seconda.
Il palazzo del XVI secolo
La chiesa madre
Le cappelle
I portali
La Natura
Sito Archeologico di Aieta Vetere
La valle dei Mulini
Curiosità: ad Aieta si trova uno dei vicoli più stretti d’Italia, conosciuto come “Vico dei Baci”, di soli 52 cm.
Fonte: http://www.comune.aieta.cs.it/ ↓
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