E’ il caso del Castello di Pizzo Calabro, dove Gioacchino Murat, valoroso condottiero che guerreggiò a fianco di Napoleone e ne sposò la sorella Carolina, trovò la morte.
Il suo corpo fu trasportato nella chiesa Matrice di San Giorgio Martire e sepolto in una fossa comune, ricordato da una pietra tombale.
Presenta un massiccio corpo quadrangolare con casematte e pianterreni che scende perpendicolare sulla rupe a ridosso del mare, mentre l’altra parte è circondata da un fossato con ponte levatoio.
La fortezza era munita di camminamenti che portavano fuori città, costruita per difendere la costa dagli attacchi che provenivano dal mare.
Al suo interno una ricostruzione storica riproduce gli ultimi giorni di vita di Murat, rappresentando i diversi momenti della sua detenzione nelle varie aree del Castello.
All’ interno delle celle dei sotterranei è stata ricostruita la prigionia.
Infine al secondo piano la cella in cui il Re trascorse gli ultimi istanti di vita e scrisse la lettera di addio alla moglie ai suoi quattro figli.
Tra i pezzi di maggior pregio custoditi nella collezione spiccano un busto ottocentesco di Murat, un elmo in marmo di una statua equestre di Ferdinando IV del Canova ed una collezione di monete antiche e armi risalenti all’Ottocento. ↓
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