Un tempo, l’economia del posto si basava prevalentemente sulla pesca di salmoni, aringhe e merluzzi, ma oggi la fonte principale di ricchezza sono le risorse minerarie: petrolio, oro, carbone, gas naturale, rame, argento e platino.
L’agricoltura comprende la coltura di pochi alimenti, come patate, orzo e avena, tranne le valli dei fiumi Matanuska e Tanana, dove il suolo è libero dal gelo per 90-100 giorni l’anno. Allo stesso modo, i pascoli sono inutilizzabili per 8 mesi l’anno. L’allevamento riguarda renne, bovini, ovini, volatili e soprattutto animali da pelliccia. ↓
Le foreste, forniscono ottimo legname destinato alla costruzione di mobili e all’edilizia, come abeti, cedri, betulle. Vivere in Alaska non è facile, così il governo concede un sostegno economico per convincere i cittadini a continuare a risiedervi. Il pagamento viene effettuato ogni anno a partire dal primo anno di residenza ed è necessario essere privi di precedenti penali e vivere nella zona un minimo di 190 giorni all’anno. ↓
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