48 ore dopo le dimissioni, la 27enne è andata al pronto soccorso del Policlinico Casilino, accusando un forte mal di testa, dolori alla schiena e al collo. Le viene diagnosticata una forte cefalea e Valeria viene dimessa con la prescrizione di antinfiammatori.
Il dolore peggiora. Altra visita al Casilino, altra diagnosi errata. Al San Giovanni la risposta è protrusione alla colonna vertebrale e la cura un collare per una settimana. Valeria continua a peggiorare. Al quarto tentativo i medici capiscono che si tratta di una meningite batterica. ↓
Ma il virus è in stato avanzato. A nulla è servito il trasferimento al Gemelli. La donna era già entrata in coma e nonostante un’operazione ne è stata dichiarata la morte. Sul caso la procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per colpa medica, contro ignoti.
«Le hanno detto che esagerava e hanno minacciato un intervento delle forze dell’ordine» raccontano i parenti tra cui monta la rabbia per quella morte che secondo loro poteva essere evitata. Per questo la famiglia ha presentato una denuncia alla Polizia.
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