Martina Patti avrebbe agito con estrema lucidità e il delitto sarebbe stato studiato nei minimi dettagli. La donna è andata a prendere la piccola all’asilo con un’ora di anticipo, poi l’ha portata a casa, dove in seguito l’avrebbe convinta a uscire di nuovo, dicendole che sarebbero andate in un campo a giocare. In auto, invece, la Patti aveva le armi del delitto: una pala, una zappa, un coltello da cucina e cinque sacchi neri della spazzatura, dove ha disposto il corpo della bambina. ↓
Gli inquirenti sottolineano: “Quella donna ha agito con lucida freddezza. I colpi sono stati inferti con un’arma compatibile con un coltello da cucina. E sono più di undici. Uno solo è stato letale, perché ha reciso i vasi dell’arteria succlavia, ma la morte non è stata immediata. Il decesso è intervenuto dopo più di un’ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13“. ↓
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