LA DENOMINAZIONE
Conosciute, in dialetto, anche come nepiteddhi, nepite, nepiteji, le Nepitelle prendono il nome da un termine latino con il quale venivano indicate le palpebre dell’occhio.
Sono state inserite nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della regione Calabria.
LA CULTURA
Ne esistono versioni con i fichi secchi, con le sole mandorle al posto delle noci, con il cioccolato fondente e/o il cacao in polvere, con liquori tipo lo “Strega” o la marmellata d’uva o amarene in sostituzione del vino cotto o, ancora, con il miele al posto dello zucchero o in aggiunta.
La ricetta: Nepitelle. Ingredienti: Per la pasta: farina, margarina, zucchero, lievito per dolci. Per il ripieno: uva passa, noci, mandorle, vino cotto, frutta candita, cioccolato.
Preparate la pasta lavorando gli ingredienti tutti assieme, aggiungendo se necessario, dell’acqua per regolare la consistenza, fin quando non avrete ottenuto un composto compatto, che lascerete riposare per circa mezz’ora.
Nel frattempo, in un ciotola, unite la marmellata o il vino cotto, l’uvetta, la frutta candita, le mandorle e le noci precedentemente tritate.
Stendente l’impasto ottenendo una sfoglia dello spessore di circa 3 millimetri, dalla quale, con l’aiuto di uno stampino, otterrete dei dischetti che farcirete con un cucchiaio di ripieno.
Ripiegate la pasta su sé stessa dando ai dolcetti la tipica forma a mezzaluna, poi spennellateli in superficie con uovo sbattuto acqua e zucchero ed infornate a temperatura moderata per circa un’ora. ↓
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