Il Tribunale ha assolto dall’accusa di «violazione degli obblighi di assistenza familiare» un sacerdote, che ora svolge il suo ministero all’estero, che non aveva riconosciuto una figlia nata da una relazione con una donna, pur ammettendo di esserne il padre biologico.
La vicenda – risale al 2018, quando fra i due era nata la relazione da cui, nel 2019, è venuta al mondo la bambina. Nonostante il sacerdote avesse in un primo tempo promesso di voler adempiere ai suoi doveri di genitore, in realtà decise di abbandonare madre e figlia e di tornare al suo ministero.(continua) ↓
Confessò anche alla Diocesi la sua condizione e venne riammesso allo stato sacerdotale, pur venendo trasferito. La donna lo ha però denunciato, ma per i giudici non può venire imputato di aver mancato ai propri doveri. Per la magistratura, le uniche pretese che la donna può avanzare nei suoi confronti sono di natura economica.
Il motivo, secondo il gip, è che risiede nel fatto che il prete, pur avendo avuto una figlia, ha deciso di continuare il ministero di sacerdote cattolico ed è stato autorizzato a farlo dalla commissione clericale, e per questo “non può essere forzato ad avere un atteggiamento paterno”.
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