I due canali ordinari per accedere alla pensione nel 2023, che probabilmente rimarranno sostanzialmente invariati anche nel 2024, sono quelli stabiliti dalla riforma di Elsa Fornero: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata, precedentemente nota come pensione di anzianità.
La pensione di vecchiaia è particolarmente utilizzata dalle donne, poiché richiede un numero limitato di contributi versati per potervi accedere. Le donne italiane spesso affrontano carriere lavorative frammentate, dovute a periodi di maternità, precariato e lavoro di cura. (continua) ↓
Tuttavia, il suo svantaggio principale è l’età di uscita, che è più elevata rispetto agli altri canali pensionistici e viene periodicamente aggiornata al rialzo.
Nel 2023, l’accesso alla pensione di vecchiaia richiede almeno 20 anni di contributi e 67 anni di età. Il requisito anagrafico rimarrà probabilmente invariato fino alla fine del 2024, a causa degli impatti della pandemia che hanno reso nulli gli adeguamenti previsti per il 1° gennaio 2021 e il 1° gennaio 2023.
Per soddisfare il requisito contributivo, verranno conteggiati tutti i tipi di contribuzione, che provengano dal lavoro, dal riscatto, dalla contribuzione volontaria o figurativa.
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