Secondo la ricostruzione degli inquirenti la prigionia dell’uomo è iniziata nel 2005, quando la vittima rimasta vedova, aveva accolto l’invito del fratello di ospitarlo e mettergli a disposizione quella che era la stanza degli anziani genitori.
Dopo qualche anno di convivenza pacifica, l’uomo inizia a diventare un peso per il fratello e viene costretto a spostarsi in una stanza priva di riscaldamento, accessibile mediante una scala a chiocciola esterna e dotata di un sistema rudimentale di chiusura dall’esterno, con uno spago resistente legato ad un chiodo ancorato sul muro per impedirle di uscire. (continua) ↓
I poliziotti hanno lavorato al caso alcuni mesi effettuando controlli e acquisendo materiale investigativo prima di procedere al blitz per la liberazione dell’uomo. Non è mai più uscito da solo neanche per andare sulla tomba della defunta moglie e non gli è stato mai concesso di parlare con nessuno.
“La svolta è arrivata grazie a una segnalazione – spiegano gli investigatori – a dimostrazione della necessità di denunciare sempre e tempestivamente le violenze, ma soprattutto in questo caso, come in tanti altri dormienti, di non voltare la testa, di ascoltare le richieste di aiuto, anche se velate, di vicini di casa, conoscenti o semplici coinquilini e segnalarle ai Carabinieri, perché solo vincendo il muro dell’omertà si potrà costruire una società migliore che garantisca a tutti gli stessi diritti e ponga fine alle sopraffazioni”.
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